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                                                  BIOGRAFIA                                                                

                                                                                                        

 

Ottorino Mancioli nasce a Roma il 26 aprile 1908, da Gino ed Aurelia Brunetti, terzogenito dopo Corrado e Maria Luisa. Vive  in un grande appartamento in Via Agostino Depretis "situato quasi per intero sotto un polveroso lucernario denominato Galleria Regina Margherita, con poco rispetto all'Augusta Sovrana" (1). Lì vive il "ramo" marchigiano di una famiglia toscana discendente da un Manciolo del XII secolo: una  vera "tribù" -  tra nonni, zii e cuginetti, persone di servizio e il gatto Mniao - che si riunisce per i pasti in una sala da pranzo "vasta, con ricchi stucchi alle partei e pregevoli piatti di maiolica incastonati sul soffitto"(1).

Dai racconti e dalle fotografie, non si può dire che il piccolo Ottorino fosse una gran bellezza:  mingherlino, balbuziente,  visetto imbronciato e due malinconici occhi marroni, che tuttavia si illuminano in un bel sorriso, scoprendo  i denti bianchissimi. E' un piccolo "selvaggio" che poco tollera certi riti familiari, come quando la domenica " per fare Via Sistina in passeggiata col Papà ed i fratelli, dovevano portarlo in braccio…"(2).

Frequenta l'Istituto "Massimo", sembra con risultati non brillantissimi; tuttavia legge volentieri e disegna i suoi diari; fantasia a briglia sciolta nel rappresentare i suoi "miti" tratti dai romanzi di Dumas, Salgari, Verne o dagli eroi di Omero.  La  sua mano ed i suoi occhi hanno  già allora  la facoltà di assimilare gli atteggiamenti più complessi del prossimo e di saperli riprodurre graficamente. E' intensamente attratto dai dettagli fisici dei suoi "miti", dalle armature degli eroi omerici, mentre non sottilizza troppo nei riguardi delle concezioni astratte, mitologiche, metafisiche, sulle quali Padre Massaruti  (che per punizione gli fa fare esercizi di calligrafia ancora in V ginnasio..) gli chiede di commentare.

Lunghe stagioni al mare di Falconara (AN) ove i Mancioli hanno fatto costruire due belle ville, con annesso campo da tennis in terra battuta, dove giocano "i grandi". Lui per ora  corre  sulla spiaggia con i cuginetti, tira il sasso a rimbalzello e qualche fiondata,  fa gite in dinghi con Corrado in un mare rassicurante ed ancora limpidissimo.

Nel '20 viaggio a Parigi a trovare il padre, in missione alla Conferenza della Pace, in qualità di rappresentante del Ministero del Tesoro. Le  immancabili fotografie ricordo  mostrano un ragazzino per il quale quel viaggio deve essere stato un martirio. Più o meno nella stessa epoca ebbe in dono una macchina da scrivere, con la quale si fece fotografare, felice: uno dei poci "tecnicismi moderni"che ha sempre apprezzato (ha continuato imperterrito a scrivere su una Olivetti 22 quando la tecnica poteva offrire assai di più).

Nel '23 "una spiccata fragilità polmonare ed accentuate adenopatie spinsero il medico di famiglia a consigliare, per i fratelli Mancioli, "la montagna": Madonna di Campiglio, località d'élite, addirittura un gotha middleuropeo, ove i courts dell'elegante gioco inglese abbondavano: ce ne erano ben tre!" (3). Ottorino apprende i rudimenti del tennis  da Giansiro Ferrata  e da Friedl Walter (4),  e tanto il gioco lo appassiona e vi si dedica nell'inverno successivo, che… viene respinto. Farà  due anni in uno e  l'anno successivo prenderà la Licenza liceale al "Tasso" presentandosi come privatista. Si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia nell'anno accademico 1926-27 su consiglio dello zio Tommaso, otoiatra di Casa Reale e professore universitario.

L'adolescente mingherlino e balbuziente è miracolosamente  divenuto un bel ragazzo ed un ottimo atleta. La trasformazione fisica non  ha modificato tuttavia il suo essere semplice, essenziale, affettuoso, allegro, ma anche  un po' selvatico e insofferente rispetto ad ogni schema precostituito;   i suoi occhi e la sua mano hanno acquistato una sensibilità incredibile e sono inesorabili nel cogliere ogni sfumatura di  un gesto, di uno sguardo, di una movenza: è  un osservatore attentissimo del tempo e delle sue mode;  ne  condividerà, invero, alcuni aspetti  pur manifestando, ovviamente,  una forte dose di ironia nei confronti di talune manifestazioni, non conciliabili con il suo spirito libero.

Già nei primi anni universitari vari disegni di Ottorino vengono richiesti per scopi pubblicitari (5), pubblicati  ed autorevolmente  commentati su giornali e riviste dell'epoca  (6)

Con il fratello Corrado,  laureato in ingegneria ma orientato verso la grafica pubblicitaria, realizza a quattro mani, nella soffitta di casa divenuta il loro "atelier", notissimi manifesti ispirati allo Sport  degli anni '30 (7).

E' uno studente  universitario brillante e si laurea senza difficoltà nel 1932.  La frequenza in Facoltà gli ispira numerosi schizzi ove ritrae, tra il giocoso ed il serio, i suoi Professori, autentici "miti" dell'epoca.

Primo importante riconoscimento in campo artistico, la partecipazione alle Olimpiadi dell'Arte  di Los Angeles del 1932 (8) . Partecipa a mostre Nazionali  ed è spesso citato come un giovane artista da seguire con attenzione (9).

E' allievo Ufficiale nella Regia Marina, a Livorno, poi di stanza a Napoli, poi a Venezia, poi a Lero  in punizione per un anno ("…a Venezia, in pizzeria, c'era stata una scazzottata, eran volati bicchieri, getti di selz in faccia ad un vice federale…") (2).  Lero, piccola isola egea del Dodecanneso, dai contorni frastagliati, è in realtà una specie di Paradiso(10): il giovane tenente medico  va a  caccia,  a cavallo,  gioca a tennis e palla a volo, fa  esperienza di volo … e di splendidi  ricevimenti  a Rodi…insomma una meraviglia, altro che punizione. In questo "clima" Ottorino produce diverse opere che saranno poi tra quelle selezionate e  scelte  per le Olimpiadi dell'Arte di Berlino (1936).

Mandato  in AOI, dove  diventa amico di  Ettore Muti, ottimo compagno di caccia.  Le tracce del periodo si trovano in un album di disegni a china e carboncino, raffiguranti soprattutto la popolazione indigena, i costumi, la  fierezza e l'innata eleganza, spesso in contrasto con …gli italici  "conquistatori"

Rientra in Italia  (11) e sposa Beatrice, figlia dell'ing. Quadrio Pirani, un protagonista nella storia dell'architettura romana degli anni '20.

Ancora troppo  irrequieto ed  impreparato  alla tranquilla vita borghese,  Ottorino parte, stavolta volontario, per la Spagna (12):  battaglione autonomo del Tercio,  Flechas Negras. In viaggio verso il Fronte di Levante  stringe amicizia con Aldo Vidussoni. "Appunti schizzati sugli immancabili foglietti che avevo sempre nel bagaglio; insieme ad una serie di spezzoni di carboncini e pastelli, rari i pennelli, che portavo dietro da parecchi anni; li avevo comprati a Port Said nel '31, quando con Corrado ero andato a trovare mio padre in Egitto"(2). Vita assai disagiata che lo stimola ad una rabbiosa sopravvivenza… alla sfida continua.  "Inflazione di patacche…posti vuoti: hacen guardia sobre los luceros…- voleva la retorica-:   a me, sempre controcorrente per certe manifestazioni, andava sempre qualcosa di traverso, specie intravedendo, coll'occhio critico che non mi abbandonava mai, la misura superata. Certi sentimenti andavano rimuginati, elaborati, assimilati, sentiti dentro di sé, e tante espressioni spremute da meningi volutamente sollecitate sapevano un po' tanto di isterico".(2) Cerca di astrarsi, rifugiandosi  qualche volta nel tentativo di disegnare queste cose." Al Salduba, Al Royal di Zaragoza avevo avuto modo di realizzare delle illustrazioni vivaci; giornalmente mi si presentavano soggetti, espressioni, atteggiamenti da ricordare, spunti da fissare con i carboncini sulle carte e frammenti che non mi abbandonavano mai: ero riuscito  sempre a conservarli anche durante i momenti più neri: quando eravamo stati accerchiati a Igualada, feriti da soccorrere da tutte le parti…,  Teselli col polmone destro bucato come una schiumarola fra sbocchi di sangue (14 ):magra soddisfazione l'oro alla memoria. Ci avevo fatto un pezzo che mi era stato censurato, sempre in rapporto alla mia tecnica di vita all'insegna dell'antiretorica"(2). Il disegno non è mai celebrativo; si percepisce, invece, la pietas, la disperzione dell'uomo, impotente di fronte agli eventi.

Ottorino, anch'egli ferito, va avanti con una sorta di allegria fatalistica che ormai lo spinge a provarsi in tutto ed a sopportare con disinvoltura, in un istinto di sopravvivenza che non fa parte del suo bagaglio psicologico: ritiene ormai di aver capito  quasi tutto…mentre gli manca, e lo avrebbe saputo poi, quella esperienza di affetti discendenti di cui qualcuno gli aveva parlato tanti anni prima

Rientra in Italia, conosce il suo primo figlio, e la vita di Ottorino subisce un autentico trauma da amore discendente, che non cesserà più: avrà altri due figli e ben 6 nipoti, che saranno la sua gioia … e la sua disperazione. Riprende l'attività pubblicistica e partecipa ad importanti esposizioni (15)

Adora il volo, tenta di  passare dalla Marina in Aeronautica. Non vi riesce e così, pur di stare per aria, decide di passare nei Paracadutisti. Farà parte di quella specie di Luna Park che fu il Corso di Viterbo, nel 1941,  dove sembrava si fossero dati appuntamento i più spericolati dell'epoca (16).

La guerra incalza, la Folgore, di cui è ufficiale medico,  parte;   gli uomini convinti di andare a fare i paracadutisti, sono invece, giunti a Tobruk dopo 18 giorni di viaggio, avvertiti che le attrezzature lancistiche sarebbero rimaste in magazzino, in attesa di tempi migliori: nel frattempo sarebbero andati a dare il cambio alla Div. Brescia, sul fronte di El Alamein - El Quattara. "Brillante esito d'una accurata preparazione, conclusa con garbo psicologico degno d'un ufficiale superiore, magari fra i primi classificati della Scuola di Guerra….bell'affare per davvero, dopo tutto quell'addestramento da cavalli di razza, messi in quella condizione statica, di abbrutimento…"(2).

Vita in buca, mezzo litro d'acqua salmastra al giorno, viveri scarsi. Su incarico dell'Istituto Luce, Ottorino riprende le scene di vita al campo : "..abbrutimento, avvilimento, impotenza dominavano la situazione; l'arrivo di qualche tanica di vino mista a benzina e cassette di marmellata di mosche e sabbia erano stati bei motivi che la censura avrebbe senz'altro esclusi: con una fialetta di acqua distillata da 10 cc, che avevo nello zaino di medicazione, avevo fatto una "doccia" al mio attendente, disidratato del tutto, colla pelle degna d'una lucertola: straordinaria l'espressione beata mentre il filo sottilissimo di acqua che usciva attraverso l'ago della siringa lo inumidiva; non era possibile che con 10 cc. di liquido si potesse rinfrescare il corpo d'un uomo…invece questo episodio era stato registrato colla Siemens"(2).

In uno dei tanti interventi per il recupero dei feriti (in programma: PRIGIONIERO:MAI) , la camionetta salta per aria, Ottorino resta illeso ma a piedi, in una zona abbastanza lontana dal reparto. Ha tre bombe a mano; " …mi  resi conto di un movimento massiccio tra le dune e gli arbusti, intravidi i feltri dei neo zelandosi alzati di lato ed i semoventi prendere posizione. Tirai  la prima anticarro, mentre gli 88 aprivano il fuoco a zero dopo aver circondato il reparto; avevo centrato la camionetta che  era a circa 50 metri; tirai la seconda correndo e poi la terza, seguendola sulla spinta della corsa, quasi venendo a contatto con gli avversari: mi feci largo alla disperata tra urla e scoppi, inciampando e sbattendo; la notte profonda illuminata dai lampi delle cannonate, dei traccianti, da raffiche Thmpson: sentii come un pugno; tale sembrava sul braccio destro e la mano si era immediatamente rattrappita…"(2)  L'alba, molto il sangue perduto e fermato con il filo di un palo telegrafico abbattuto;  la frattura esposta comporterebbe  l'amputazione; qualcuno gli  gli spalma un bel po' di marmellata di larve di mosche (in gran voga, lanciata dai tedeschi), gli sistema una Dessault e riesce ad infilarlo nell'ultima ambulanza in partenza:  "… pigiati come sardine, uno sull'altro: la spinta sul piede per sistemarmi  in profondità…"(2)

Il braccio destro gli resterà paralizzato per oltre due anni.

Necessità fa virtù:  diventerà ambidestro. Nel dopoguerra  userà spesso  la sinistra per firmare alcune opere particolarmente riuscite e per scrivere i suoi pensieri più affettuosi, da leggere allo specchio.

Personaggio ricco di fascino, pluridecorato, ben introdotto,  riveste incarichi di carattere ufficiale  (17). Continua, comunque, a ragionare con la propria testa ed è quindi  poco benevolo verso certe posizioni del Partito. L'attività pubblicistica è notevole (18) ; alcuni disegni  eseguiti al fronte sono presentati alla I Mostra degli Artisti Italiani in Armi nel 1942 (19).

La "Liberazione" lo vede a Roma, ancora sofferente dei postumi della ferita di El Alamein. Alla Patria ha dato molto, perché gli  è sembrato normale farlo.

Sceglie di non andare  al Nord, ma neanche fa  il partigiano.

Disegna con malinconia e rabbia il mondo che lo ha visto giovane eroe e che ora brucia come un castello di carte e gli cade addosso. Non  rimpiange nulla , ma neanche  disprezza o  riesce a far  finta di niente. La vita prosegue, le mortificazioni non mancano: i lustrascarpe  vanno fortissimo.

Dopo la guerra,  epurazione,  anni durissimi che sopporta con la sua solita personalità, con apparente distacco, anche se la sensazione della sete e del sentirsi prigioniero lo fanno molto soffrire . Anni  da bicicletta e da visite nei posti più fetenti, nelle periferie più squallide e pericolose, rivelati dai disegni del periodo.

Selezionato per le Olimpiadi dell'Arte di Londra del 1948.

Con il fratello Corrado cura le decorazioni delle pareti del Palazzo delle Esposizioni di Roma in occasione della II Mostra Fotografica dello Sport (20) 

L'amico Gianni Brera (conosciuto a Viterbo nel '41), con il quale avrà un interessante  e continuo rapporto  epistolare (21)  gli pubblica   numerosissimi disegni sulla "Gazzetta dello Sport" di cui è direttore;  illustra e commenta le  partite  di calcio di campionato (22) ; scrive e disegna per riviste letterarie, di costume , di sport (23).

La guerra e quel che ha seguito non gli hanno consentito di terminare la specializzazione in Chirurgia. Farà il medico di famiglia,  e saranno tanti bambini, adulti ed anziani ad essergli grati. Avrà una medaglia d'oro  per la professione, nella ricorrenza dei 50 anni dalla laurea.

Si interessa anche di Paracadutismo; sarà anzi uno dei promotori della Federazione Paracadutismo sportivo (24).

Disegna  per suo piacere estetico e  spesso su richiesta  delle Federazioni Sportive, pubblica  disegni, che commenta  con articoli nei quali  spesso il medico si sovrappone allo sportivo, illustra libri (25),   fa due personali (26), partecipa con successo a varie mostre anche all'estero  (27) si regala una monografia dedicata " a coloro che intendono lo sport come godimento estetico e gratitudine cromosomica" (28) con due belle presentazioni di Brera e De Libero, il quale ultimo aveva curato per lui  uno dei Libretti di Mal'Aria (29).

Grazie ai consigli di Marcus (30), apprende a trasferire il segno nel tutto tondo. Nasceranno dai primi anni '60   sculture  in ceramica colorata, in bronzo, in lamiera.

Nel 1981 inizia la realizzazione di un grande murale, ormai quasi invisibile,  a Viale Tiziano, nella sede del  Gruppo Romano  dei Giornalisti Sportivi che un tempo era stato il vecchio Tennis Parioli: il malridotto muro di 70 metri per 2, pieno di muffe, viene diviso  da Ottorino in 18 "pannelli": ad ognuno è dedicato uno sport (31); un bel successo.  Tuttavia, nonostante i  riconoscimenti (32),  Ottorino  resta comunque in disparte, in una sorta di emarginazione volontaria, interessato  nel disegno " non più tanto a cogliere "il gesto", quanto invece a considerarne il risvolto emozionale, il profilo drammatico talvolta, al di là del fatto stilistico che è poi, quasi sempre, armonia nel tecnicismo" (33). 

Solo in età avanzata, quando la tragica perdita di uno dei suoi figli lo ha profondamente segnato, Ottorino si rivela (34) : "..l'essere, od apparire, in condizioni ottimali, non assumere atteggiamenti paranoici…ha sempre appannato questa mia, solo mia faticata, sofferta, attività scrabocchiatoria…questa mia…Arte: così vitale, agile, svolazzante, fatta di pochi segni: ma costruita tratto per tratto, metabolizzata fra sensazioni vissute e sognate, assimilata fra centinaia di richi sfidati, cercati, voluti, per sfizio, per superbia, per umiliazione, perché anche aver paura è vivere: cresciuta nel corso di anni opachi, forse irrobustita da una quotidianità volutamente grama, fra sprechi e puttanate, mentre il destino segnava le oscure età della vicenda umana…".

Vecchia e scassata Fiat 126, Burburry un po' malridotto, quasi ogni giorno Ottorino va da solo a volare: nel piccolo aereo si sente finalmente se stesso, non costretto da quegli schemi che non  vuole  né riesce  ad accettare, che lo  rendono   "diverso" dagli uomini  i quali , visti  dall'alto, sembrano dei puntini…e soprattutto, quel senso di libertà pura con  la meravigliosa sensazione di essere più vicino a quel figlio troppo presto perduto.

Morirà improvvisamente, il 21 marzo 1990. Aveva da poco finito di modellare un ultimo pugile in cera rossa.    

 

 

 

                                       BIBLIOGRAFIA

 

(1)

1943 - Gino Mancioli. "La mia missione a Parigi 1919-1924)                                   

 

(2)

1981 - Ottorino Mancioli "Scadenza"                                                                       

 

(3)

1985 - Ottorino Mancioli: "Battimuro uno e due"                                                    

 

(4)

Giansiro Ferrata, letterato lombardo; Friedl Walter, uno dei proprietari dello

Hotel    Campo Carlo Magno di Madonna di Campiglio

 

(5)

1928 -Bozzetto manifesto per Torneo Tennis Canottieri Lazio

 

(6)

1929 - "LITTORIALE" (Sprinters al traguardo); "SUPERTENNIS" (Realizza

 zioni stilistiche);  "ATAG" (Piccola guida di tennis)

1930 - "LA TRIBUNA" del 20.7.  (Pugilatori); " IL TIFONE"  del  25.5 (Quello

 che sanno fare i goliardi quando ci si mettono); del 17.4 e del 24.4

1931 - "OGGI E DOMANI" (Arrivo al traguardo); (Una auscultazione) con com-

 mento di Gerardo Dottori; (Il circuito lirico di poesia) (Le Schwartz allo

 Adriano) n. 20 del 19.1; "A.S. ROMA" (Il venerdì a casa Bernardini);

 "NOI E IL MONDO"mese di gennaio. Copertina di O.M.; "LITTORIALE

 (Gli schermidori)                                                

 

(7)

Il Rugby (1929) ; La Mischia (1932); Giochi universitari di Bardonecchia (1932)

Manifesto per il goliardo Todeschini per i Littoriali anno X; Manifesto Littoriali di Bologna (Salto in alto) e (Arrivo al traguardo di tre atleti); Campionato Mondiale di Scherma. Merano 1939; "Il Piedone" della Mostra Triennale d'Oltremare del 1940. Tavole e grafici nello stand della FIDAL 1932                                                                                              

 

 

 

(8)

1932 - OLIMPIADI DELL'ARTE DI LOS ANGELES: catalogo della mostra, lettera

del CONI del 7.6. e articolo in cui  vengono citati  l'Autore e le opere scelte

 

(9)

1933 -  Roma - III MOSTRA DELLA GIOVINEZZA FASCISTA. ARANCERA DI

VILLA UMBERTO: Il Giornale d'Italia del 27.10 a firma Scarpa, NOI a firma

Domenico Meccoli, pubblicazione disegno "Dichiarazione"; catalogo.     

1933 - Realizzazione manifesto Gara Nazionale di Tiro a Segno. Roma 27 settembre

8 ottobre

1933 -   Torino. XXXIV MOSTRA DEGLI "AMICI DELL'ARTE"

PREMIO NAZIONALE per L'Illustrazione del libro. O.M. Vince premio di

Lit. 300 (Tatuaggio) con Spazzapan e Quaglini.

Catalogo; La Gazzetta del popolo di Torino (Dicembre)

1933 - "LITTORIALE"  mese di maggio: articolo di Mario Ciriachi e disegni dell'A.

 tra i quali il ritratto del tennista romano Carlo Levi della Vida;

1933 -   Serie di disegni a penna e tempera per l'illustrazione del libro di E: Talarico

    "Tatuaggio".                                                                                                          

                                                 

(10)

1934 - "Fotografia di Lero" articolo di O.M.

1934 - Firenze. Mostra dei Littoriali:

"L'ITALIA LETTERARIA"    del 13.5. articolo a firma Raffaello Franchi                                 

1934 -  Manifesto del Campionato Mondiale di Scherma                                        

1935 - Roma.  Mostra CSPA Sindacato Interprovinciale Fascista delle  Arti e delle lettere. Via Margutta 54. Catalogo della mostra (n. 137: Il beone)                

                                                                                                               

(11) 

1936 - Gazzetta dello Sport: Lettera dell'A. ad un redattore della Gazzetta

scritta da Assab ove O.M. parla della Mostra dello Sport inaugurata in

quei giorni e di vari lavori suoi, alcuni dei quali eseguiti a Lero, ed altri

del fratello Corrado, esposti alla mostra.                                                        

1936 -  OLIMPIADI DELL'ARTE DI BERLINO

I MOSTRA NAZIONALE D'ARTE SPORTIVA. ROMA

"IL QUADRIVIO" del 1.3 articolo a firma M.O. Cancogni;

articolo di Lando Ferretti.

Mostra preolimpica a Palazzo dell'Esposizione, Via Nazionale. Roma

Vari articoli ove vengono comunicate le opere prescelte per Berlino,

 trale quali quelle dell'A.                                                                                                        

 

(12)

 1937 - "ATLETICA" pubblica "Una chiusa di lancio"  "Due Ostacolisti"

 "Staffetta" commentati da Bruno Zauli                            

 

(13)

1938 -  "ATLETICA" pubblica "Il discobolo prima del lancio"             

1939 -  ROMA FASCISTA del 8.6 "Soldato che lancia una bomba a mano";

25.6 "Flechas Negras"; 6.7."Verso l'azione" e "Nelle città liberate,

il legionario italiano veniva accolto dalle famiglie spagnole in un clima

di fraternità"; "Una sosta"

       

(14)

1940 -  "VENT'ANNI" del 25.7: disegno ed articolo dell'A:              

"Morte dell'eroe"disegno poi esposto allaI MOSTRA DEGLI

 ARTISTI ITALIANI IN ARMI DEL 1942

 

(15)

1940 -  " ROMA FASCISTA" 27.5  Articolo e disegni "Aspettando il turno" (Primo giorno di guerra); 17.11 Vari disegni

In diversi numeri della stessa rivista vengono pubblicati disegni satirici, dei quali poi il PNF fece stampare alcune cartoline

1940 -Copertina per il libro di Renzo Lodoli sulla guerra di Spagna  "Domani posso morire" 

1940 -Dispense di Medicina sportiva per la FIDAL, a cura di O.Mancioli

Collaborazione a "LAVORO UMANO" su richiesta del Prof. Di Macco, direttore dell'Istituto di Patologia Generale dll'Università di Torino

1940 - II MOSTRA D'ARTE ISPIRATA ALLO SPORT.

MERCATI TRAIANEI

Premio per la sezione bianco nero con il disegno "I GIAVELLOTTISTI" , poi pubblicato su ROMA FASCISTA il 25.10

 1940 - IXX ANNUARIO SPORTIVO GENERALE DELLA GIL pubblica vari disegni ispirati allo Sport, realizzati in collaborazione con il fratello Corrado (pagg. 11-12-13-14-15-16-115)

 

(16)

1976 -  Gianni Brera: "Una vita vorticale". Presentazione alla monografia "Giuochi Sportivi) ed Sagraf

 

(17)

1943 -  IL PICCOLO  21.6 cita O.M. come Capo Servizio Nazionale Sport dell'OND, di cui era Reggente dal 1941. Materiale d'archivio, varie lettere e circolari, nel momento del passaggio dall'OND al CONI

 

(18)

1941 - "IL LITTORIALE"  3.2 "Atto quarto: tiro alla fune"; 14.11 : "Elogio della palla a volo"; del 28.11 "Divagazioni sul tamburello"; del 18.12: "Palla a sfratto, chi era costei?"

1943 -  "Roma Fascista" del 31.5 pubblica "Ma uno c'è sempre!" ed altri due disegni sulla guerra nel deserto "Il portatore d'acqua" e "Il soldato che beve da una tanica"

1943 -  Rivista "GENTE NOSTRA" del 21.3: copertina di O.M.

 

(19)

1942 -  Roma  I MOSTRA DEGLI ARTISTI ITALIANI IN ARMI

Palazzo dell'Esposizione. Via Nazionale.

Relazione del "Giornale d'Italia" sulla Mostra.

O.M. si presentò con 12 opere, di cui 5 vendute. In archivio il catalogo, in italiano e in tedesco

 

(20)

1951 - Palazzo dell'Esposizione Roma, Via Nazionale . II Mostra Fotografica dello Sport. Decorazione delle pareti con atleti a grandezza naturale.

"Il Tempo" del 22.3 e "Il Corriere dello Sport" nella stessa data

 

(21)

1953-1988 Serie di lettere  tra Brera e Mancioli.

 

(22)

Collaborazione continuativa con "La Gazzetta dello Sport" dal 1949 al 1956, che pubblica numerosissimi disegni e testi  di O. Mancioli relativi ai più importanti avvenimenti sportivi del momento; con "TOTOCALCIO" (1947); "Il Corriere dello Sport" e "Calcio Illustrato"(1950); "Il Giornale d'Italia" (1952) per i quali, inoltre, disegna e commenta le partite di campionato.

 

(23)

ECHI D'ITALIA Rivista della Presidenza del Consiglio per gli italiani all'estero. Collaborazione continuativa dal 1954 al 1964.

TEMPO LIBERO. Collaborazione continuativa dal 1960 al 1978

 

(24)

1949 - Umberto Bruzzese "Arditi del cielo" . Copertina ed illustrazioni di O.Mancioli.

1952 - I Adunata dei Paracadutisti d'Italia 24-26 ottobre . Cartolina commemorativa, pubblicata sulla rivista "VOLO" del 10.10.1952 con il disegno "E' già fuori!". La stessa cartolina pubblicata su "Il Borghese" del 19.9.1982.

1954 - Rivista "CIELO: uomini, macchine, avventure di volo" : disegni ed articolo: "Commento al Campionato mondiale di Paracadutismo di St. Yan" cui O.Mancioli partecipò in qualità di Presidente della Commissione Tecnica della Federazione Paracadutismo sportivo.

 

 

 

(25)

1950 -  Manifesto 50  Campionati Nazionali Universitari di Atletica Leggera (CUSI-ENAL-CUS ROMA) 1950

1951 - Locandina CONI- FIDAL per Campionato Nazionale Corsa Campestre. Guidonia 1951

1951 - Campionati Internazionale di Atletica Leggera. Stadio delle Terme

1951 - Locandina per il Consiglio Internazionale Sport Militare

1953 - Programma Torneo al  Tennis Roma dedicato al ten pilota Aldo Capobianco (dal 31.10 al 4.11.1953)

1953 - "La Gazzetta dello Sport" pubblica il disegno "Caccia in palude" commentato da Gianni Brera. Disegno poi riportato in "Giochi sportivi" del 1976

1955 - Manifesto Federale per la FIR "La Mischia" realizzato da "La Fiaccola"

1955 - Manifesto "VIII Leva Nazionale di Corsa Campestre" realizzato per il Centro Nazionale Sportivo "Libertas", pubblicato da "La meta" del 12.4.1955

1956- Il CONI-FIPAB in occasione del III Campionato Europeo di baseball pubblica la cartolina "Il Pitcher"

1959 - Pubblicazione di una serie di cartoline da parte della FIDAL.

1960 - Bozzetti per manifesto delle Olimpiadi di Roma, in collaborazione con il fratello Corrado. Uno dei due bozzetti venne poi utilizzato per la copertina della rivista "PRIMATO"

1960 - Fiera di Milano. Stand Elipadana (SAITE) espone disegni di O.M.

1960 - Storia dell'Atletismo d'Italia. Annuario FIDAL. Copertina di O.M.

1960  - Rivista "SPORT NEL MONDO" disegni ed articoli n. 46-47-50-51-60.

1961 - Copertina del volume per il Cinquantenario della FIT

1966 -  Copertina del libro di E.Duranti "I grandi della boxe italiana" Ed. Olimpia

1966 - Albo d'oro per gli 80 anni della Società Banchieri e Pellagri. Illustrazioni di O.M.

1967 - Manifesto per Campionato Mondiale Piattello-Skeet  

1968 - Rivista "ATLETICA" n. 3 e 5: disegni e scritti di O.M.

1968 - Realizzazione scultura raffigurante un giovane lanciatore per la Federazione Italiana Palla Base-Softball.

1969 - "QUADERNI DELLO SPORT" del 2.2, pag.15 pubblica il disegno "Rugby" del 1929. Lo stesso disegno, oltre a "Sigarette Macedonia" viene pubblicato ne. 1981 nel libro di P. Cesarani "LA VETRINA DEL VENTENNIO", recensita su Panorama del 28.11.81.

1969 - Copertina ed illustrazioni del libro "Il Tamburello" di G. Pagliai Ed. Siderea

1970 - Illustrazioni del libro di Nicola Pietrangeli "Tennis" ed. Mediterranee.

1972 - Programma del IV Torneo Internazionale Juniores della FIRA. Pubblicazione del disegno "La Mischia di Rugby" (1933)

1976 - la rivista "SCHERMA" pubblica disegni ed articolo di O.M. "Spontaneità iniziale"

1976 - Copertina della rivista "BOXING" n. 21

1985 - "IL FALCO LETTERARIO" n. 1,2,4: disegni ed articoli (Cinquant'anni fa…Vincenzo; Battimuro uno e due; Considerazioni in Zona Cesarini)

 

 

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1957 -  Febbraio. Perugia . Mostra personale d'Arte ispirata allo Sport. Hotel Brufani

Presenta 52 opere. Locandina-catalogo. Presentazioni di Gerardo Dottori e C.V. Bianchi

"Il Giornale d'Italia" del 1.2 e del 12.2.1957 con articolo a firma Italo Moretti ; "La Gazzetta dello Sport" del 2.2; "Il Secolo d'Italia" del 29.1; "Il Messaggero" del 3.2;  "Il Tempo" del 3.2. Alla mostra seguì un dibattito su Arte e Sport.

1958 - Gennaio.  Ancona .  Mostra Personale d'Arte ispirata allo Sport. Alla Stamura. Locandina -catalogo. Presenta 49 opere. Presentazioni del  Prof. Giorgio Umani e del Panathlon Club di Ancona.

"La Voce Adriatica" del 25.1 e del 26.1; "L'Unità" del 28.1; "Il Corriere dello Sport" del 28.1; "Il Giornale d'Italia" del 1.2 pubblica "Il Pitcher"; "La Voce Adriatica" del 3.1:: Dibattito su Arte e Sport (Sanzio Blasi)

 

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1956 - Bologna . Mostra "SELEZIONE DEI 90" I Premio Annuale d'Arte Alfa Biochimici. Chiostro Ottagonale dei Carracci, presso l'istituto Ortopedico Rizzoli.

1963 - Febbraio. Roma.  Mostra Nazionale degli Artisti Atleti. Gruppo Romano dei Giornalisti Sportivi di Viale Tiziano.

"Stadium" del 3.3 Articolo sulla Mostra "Sport e Cultura vanno d'accordo?"

1963 - Marzo.  Roma. "Mostra d'Arte di soggetto militare" Torre Romana dei Conti.

La Rivista "La voce del collezionista" del 16.3 commenta la scultura  in lamiera "Monumento del paracadutista" realizzato da O.M. (poi non realizzato)

1966 - Maggio. Spoleto.  "Mostra del Bozzetto sportivo"

"Cronaca di Spoleto"  ; "Il Tempo" articolo  a firma Morichelli.

1969 - Maggio-giugno. Madrid. Palacio del Retiro. II BIENAL DEL DEPORTE EN BELLAS ARTES.

1971 - Barcellona. III BIENAL DEL DEPORTE EN BELLAS ARTES

"Diario de Barcelona" Articolo di Cesareo  Rodriguez Aguilera su O.M. "Del arte y del Deporte" con pubblicazione di tre disegni.

Relazione del Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Barcellona.

 

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1976 - Monografia "Giuochi Sportivi" Ed. Sagraf.

Presentazioni di Gianni Brera e Libero De Libero, più una nota di chiarimento di O.M.

"La Gazzetta dello Sport" del 14.10. Commento di Gianni Brera ai disegni "Il Break",  "Tiro a Piattello", "Ossigenazione".

 

 

 

 

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1975 LIBRETTI DI MAL'ARIA n. CLIII 

Edizione limitata a 500 copie. Presentazione di Libero De Libero (Il ciclista in "sur place"; La pattinatrice; L'ostacolista).   . C.Cursi ed in Pisa

 

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La scultrice Marcella Sala

 

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1981  Commenti al Murale di Viale Tiaziano :

"Il Tempo" del 26.9:  "Il Davide di Bernini gioca a tennis";

1982 - "Il Borghese" del 19.9  La Bottega dell'Arte di Giorgio Pillon Pagg.177-178, con foto di O.M. mentre disegna il murale;

1982 - "Il Tempo"  articolo di A.Baglioni sul Murale rinnovato

1984 - AMTI  (rivista della World Medical Tennis Society)  dedica la copertina al "pannello" del Tennis anni '20 del Murale.

 

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1966 - Rivista "Echi d'Italia"  articolo di Carlo Vittorio Bianchi

1969 - Libro "Civiltà, Arte, Sport" Sisto Favre ed D. Alighieri pagg.480-481, 486 e tav. LXXXI (L'Angolo), disegno presentato alle Olimpiadi dell'Arte di Los Angeles nel 1932.

1970 - Rivista "Tempo Libero" n. 12 Articolo di Salvatore Chiolo

1971 - Rivista "Diario de Barcelona" Articolo di Cesareo Rodriguez Aguilera

1977 - Giornale "Il Popolo" articolo di Summonte (Poesia del gesto sportivo)

1979 - Giornale "Il Giorno" del 2.7. Gianni Brera  definisce O.M.  "il più completo ed appassionato disegnatore di sport"

1981 - Libro "La vetrina del Ventennio" di P. Cesarani pubblica due disegni (Rugby del 1929 e Sigarette Macedoniadel 1933)

1981 - Libro "Guerre in Cartolina" ed. Edar-Arezzo. Collez. Dott. M.Perlini pag. 109,154,159

1981 - Libro "Nuove Cartoline: cartoline postali di ieri e di oggi in un'ottica di avanguardia" di Enrico Sturani, ED Savelli. Riprod. N. 7 (Dopolavoro Forze Armate) e 47 (Il Pitcher)

1981 - Lettera di Sisto Favre che si complimenta per il Murale di Viale Tiziano

1982 - "Giornale "Il Corriere Adriatico" del 26.4 pubblica manifesto Mondiali Scherma e commenta (articolo di G.Maria Ferroni)

1986 - Rivista "Il Borghese" commento di Giorgio Pillon

1988 - Rivista "Il tennista" del 11.12: "Tennis e Arte"

1988 - Libro "La saison de tennis" di Michel Setter ed. Haitier (pag. 110)

 

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1976 - O.M. Foglio di chiarimento a "Giuochi Sportivi"

 

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1983 - Lettera di O.M. a Giorgio Pillon.